Stiamo per entrare in quaresima, non posso non esternare quello che porto nel cuore. Registro sovente nell'ascolto dei cristiani un fatto, cioè la riduzione di questo "tempo di grazia" a pratiche sterili e vuote, rischiando di essere ridicoli. Cosa ne abbiamo fatto del Cristo e del cristianesimo. A proposito voglio riportare un racconto tratto dal libro: "Storia di un'aquila che si credeva un pollo, di Antony De Mello". Un giorno un bravo uomo, alquanto geniale, si specializzo nell'arte di accendere il fuoco e si preoccupò di trasmettere con gioia questa sua invenzione. Il popolo a cui si rivolse ne ebbe un gran beneficio, volevo lodarlo e "intronizzarlo" ma lui si defilò e passo oltre, il suo scopo era trasmettere quell'arte, niente di più. Arrivò in una nuova tribù e fece lo stesso, ma si attirò l'odio e l'ira dei capi religiosi del luogo, tanto che lo uccisero avvelenandolo. Per ovviare al caos che si creò nel popolo, fecero un ritratto di quel tipo geniale, lo posero nel loro luogo di culto, iniziarono a pregarlo e a venerarlo dimenticando tutto il resto. Gesù nel Vangelo di Luca 12,49 dice: "Sono venuto ad accendere il fuoco sulla terra come vorrei fosse già acceso"....
Auspico, prima di tutto per me, che questo tempo sia un occasione per dilatare gli spazi della nostra carità, senza perderci in cose banali. Vigiliamo a che il nostro cuore non sia appesantito da cose inutili. Evangelicamente, dice il professore Grillo, vigilare è:" stare attenti a che le cose piccole non diventino grandi e le cose grandi non vengano rese piccole"...
pregate per me, buon cammino, vostro Fiore
Si vola...